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4. Agricoltura


Passando tra i villaggi nel mese di Miasia (Marzo-Aprile) si vedono aratri a chiodo, trainati da coppie di buoi, arare con fatica gli sterminati campi di granoturco. Il primo passaggio avviene in un senso, per spaccare le zolle, il secondo è fatto in maniera perpendicolare al precedente, ed il terzo torna a ricalcare il primo. Dopo avviene la semina, contemporaneamente alla concimazione.
Quando le piantine sono già alte, i buoi fanno la seconda passata, per la sarchiatura.
Se le piogge sono regolari, se le termiti e le cavallette decidono di non accanirsi contro questo raccolto, se le concimazioni sono sufficienti e le piante infestanti non soffocano il granoturco, se i parassiti non entrano nei fusti e i babbuini non distruggono il raccolto, se gli acquazzoni non dilavano tutto il terreno e gli spiriti ascoltano le preghiere di chi ha fame, entro fine Ghenbot - inizio Sanè (Agosto-Settembre) arriverà il raccolto.
Quest'anno sono passato nel mese di Maggio per i miei villaggi con un agronomo di una città vicina, che guardando i campi mi ha detto: "quest'anno sarà carestia in queste zone!".
Mi permetto di rispondere "Veramente gli agricoltori dicono che questa è l'annata migliore da vent'anni a questa parte!".
L'agronomo non ci può credere. Ci fermiamo a Sintha, e lui và a interrogare i contadini. Gli parla in Oromo, guadagnandosi così subito la loro fiducia.
"Diavolo, dicono davvero che questa è un'annata eccezionale!".
E' confuso.
"Vede, Jamal - gli dico io - da queste parti i campi non rendono tanto come ad Awasa, qui la terra è più cattiva".
Jamal non crede che sia così: pensa che la colpa sia del tipo di semente usata, degli errori di concimazione, dell'aratura sbagliata.
Gli credo: da queste parti la gente stenta a sopravvivere, dunque non ha di certo tempo e risorse per fare sperimentazioni, per provare qualcosa di diverso da quello che ha sempre fatto.
Con Jamal elaboriamo un programma, con l'aiuto anche di Renato Archetti, un agronomo di Perugia che ci offre gratuitamente la sua consulenza.
Si tratta, in breve, di coltivare dei campi "a strisce", ogni striscia con un tipo di semente diverso. Alcuni semi sono ibridi, rendono di più ma non si possono riseminare, altri sono varietà, rendono un po' meno ma l'anno seguente li puoi riseminare, senza quindi comprare altri semi.
Nel senso opposto, il campo viene nuovamente diviso a strisce, ortogonali alle precedenti, ed ognuna viene concimata in maniera diversa. In questo modo si ottiene una grossa scacchiera che divide ogni campo in parcelloni, ognuno dei quali è seminato e concimato in maniera differente da tutti gli altri.
A Settembre bisognerà tirare le somme: di ogni parcellone si calcolerà il costo e la resa, se ne farà la differenza, e così si troverà il rendimento effettivo di ogni abbinamento semente-concime.
Gli abitanti dei villaggi vicini verranno chiamati a osservare con i propri occhi i risultati, e ciascuno sarà in grado di stabilire qual'è il tipo di coltivazione più conveniente.
Naturalmente le variabili in gioco non sono solo queste: bisognerebbe anche dire qualcosa sulla distanza tra le piante, sull'aratura (introdurre un aratro versoio), sulla sarchiatura, sull'intercropping (seminare leguminose tra una fila e l'altra di granoturco).
E poi vedere come si comportano tutti questi diversi metodi di coltivazione in annate buone e in annate di carestia, facendo delle valutazioni un po' più complesse.
Nessun programma esaurisce mai le esigenze, ma credo che sia importante iniziare, dare uno stimolo...

Nord di Bahrdar

 

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