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9. Forni per cottura dei mattoni

Vicino ai fiumi, soprattutto nelle zone con scarsa pendenza, spesso si trovano dei depositi naturali di argilla, derivanti dalle varie esondazioni che nel corso degli anni stratificano questo materiale sulle sponde.
E' così anche a Kachachullo, nei pressi del fiume Billate, dove ogni 2 o 3 anni il fiume straripa, allagando tutta la zona circostante. Questo porta uno strato di argilla, in alcuni posti spesso anche 3-4 metri, che oltre ad essere molto fertile, è anche un ottimo materiale da costruzione.
L'argilla è presente in questo terreno in quantità troppo elevate per fare blocchi di adobe, ma è ottima per i mattoni cotti.
Ma come si fa a cuoce un mattone?
Non ne avevo la minima idea. Una vecchia donna Walayta che abita da queste parti produce vasellame, dunque sono andato a vedere come faceva per cuocere i suoi manufatti.
La spiegazione è stata: "E' come fare lo spezzatino, basta metterlo sul fuoco, solo che ci vuole più tempo". La vecchia cuoce il suo vasellame semplicemente lasciandolo per diverse ore su una pira di legna, che viene attizzata ogni dieci minuti.
Il metodo funzionava anche con i mattoni, ma lo spreco di legno era enorme, perchè quasi tutto il calore si disperdeva verso l'alto. Così è nata l'idea di fare un forno.
Avremmo potuto farlo in terra cruda, che intanto poi si sarebbe cotta dall'interno, diventando refrattario dopo la prima cottura, ed infatti così è stato fatto. Il problema era dimensionare i muri del forno: più spessi sono i muri, meno si disperde il calore: ecco che allora abbiamo deciso di scavare il forno dentro la terra, sotto il livello del suolo. In questo modo lo spessore dei muri è virtualmente infinito, e il calore si disperde molto di meno; inoltre la terra scavata per fare posto al forno sarebbe poi stata utilizzata per produrre nuovi mattoni.
Scavare un forno nella terra risolve il problema della dispersione su 3 lati, ma ne rimane ancora uno: la copertura. La abbiamo fatta ancora in terra, con una volta in mattoni crudi.
Ad un'estremità del forno c'è il fuoco, e subito dopo partono 5 metri di tunnel pieno di mattoni.
Ora il problema era convincere il fuoco a percorrere questo tunnel cuocendo tutti i mattoni anzichè andare verso l'alto.
Ogni tanto gli ingegneri servono a qualcosa, e dunque mi è stato detto che, per le dimensioni del mio forno, bisognava mettere all'altra estremità del tunnel un camino alto almeno 3 metri a sezione variabile (che si rastremasse verso l'alto, in modo da far procedere a velocità costante i fumi che perdono temperatura, e dunque volume). Questo avrebbe convinto il fuoco a fare la deviazione.
Ma un forno non è abbastanza, perchè prima che i mattoni appena cotti si raffreddino, bisogna aspettare almeno un giorno, poi un'altro giorno per svuotarlo e riempirlo di nuovo, e per due giorni non si producono mattoni. Posizionare un altro forno accanto ha la funzione di poter lavorare senza interruzioni, alternando le due fornaci. Inoltre il calore sprigionato da un forno intiepidisce già l'altro, funzionando da pre-riscaldamento.

Forni

 

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