Festival dell’Architettura Parma 2005

Festival dell’Architettura Parma

Parma 19-25 settembre 2005.

Il Festival dell’Architettura presenta quest’anno la sua seconda edizione, confermandosi come manifestazione di riferimento di ambito nazionale e non solo, in quanto rivolta ai fenomeni di scala globale che interessano i modelli dell’architettura nelle sue diverse forme di espressione. Il Festival rimane comunque inteso come osservatorio italiano sull’architettura, per superare dimensioni provinciali e restituire invece una ricchezza di contributi spesso non registrata, perché estranea ai circuiti mediatici.
Il Festival è un luogo aperto e non convenzionale fi nalizzato a favorire il confronto sul tema dell’architettura intesa nel rapporto con il mondo esterno (dei fenomeni sociali, dei saperi, delle arti, della comunicazione ecc.). La formula non è quindi quella di produrre apparati espositivi di celebrazione di questo o quel linguaggio, magari dedicati alle grandi fi rme dello star-system dell’architettura, ma piuttosto quella di esplorare tematiche, autori e contesti meno conosciuti ma non meno signifi cativi. Si tratta di ricercare nuovi valori e possibilità interpretative, lasciando al visitatore del Festival la possibilità di collegare, confrontare, individuare il materiale che più lo interessa. Il visitatore del Festival è in questo senso un esploratore.
Per cui il Festival non può limitarsi a raccontare una storia ma tante storie, tante situazioni, tante testimonianze, per geografie e periodi storici differenziati.
Il Festival presenta oltre 40 occasioni espositive e circa altrettanti occasioni di incontro, dibattito, conferenza. La concatenazione degli eventi all’interno della settimana determina un’offerta non-stop che parte dalle 10 del mattino per arrivare ad oltre la mezzanotte. La quantità delle iniziative determina anche uno sviluppo in parallelo che costringe il visitatore alla scelta (e alla rinuncia). I luoghi monumentali più importanti della città diventano locations di eventi che entrano in relazione con il signifi cato dei luoghi stessi. La città storica, nel suo insieme, viene assunta a gran teatro dell’architettura dove si svolge la drammaturgia del Festival. I visitatori ne sono gli attori in quanto non solo esploratori del sistema complesso degli eventi e dei luoghi destinati ad accoglierli, ma anche partecipanti diretti agli incontri, ai dibattiti, ai corsi, ai concorsi e ai workshop di architettura compresi nel programma. Il Festival risulta essere una macchina divulgativa e al tempo stesso sperimentale e di ricerca sofi sticata sui temi dell’architettura. Per un pubblico genericamente interessato al mondo delle arti e al tempo stesso per un utente colto, specialista, curioso di trovare altro, all’interno di un palinsesto inconsueto.
Il filo rosso tematico della seconda edizione del Festival dal titolo Architettura: ricchezza e povertà ruota alla domanda diretta, aldilà dei virtualismi dell’architettura-spettacolo, su cosa fa l’architettura per la ricchezza e per la povertà, vale a dire per due categorie economiche e socio-culturali dell’esistenza così determinanti per il destino umano. Da lì per arrivare anche a giocare sul ribaltamento di signifi cato tra ciò che appare ricco oppure povero (in senso estetico, simbolico, rapresentativo, funzionale). Questo approccio tematico segna anche la volontà del Festival di aprire il proprio orizzonte alla dimensione terzomondista, l’unica che ci consente di capire davvero anche il divenire dei nostri fenomeni. In quest’ambito il Festival si sforza di individuare peculiarità espressive dell’architettura capaci di coniugare espressione moderna, modelli occidentali, e tradizioni linguistiche ed insediative autonome. In altre parole ci si interroga sull’arricchimento delle identità in un momento di prevalente cancellazione delle stesse ed omologazione dei modelli, con conseguente riduzione delle specie architettoniche e urbane.
L’obiettivo della seconda edizione del Festival è consolidare la sua identità alternativa, di partecipazione, di concretezza tematica, di momento d’incontro, di contaminazione dei saperi, di divulgazione e al tempo stesso di ricerca sui temi dell’architettura.

Comunicato stampa Organizzazione

sito internet www.festivalarchitettura.it 

Il Forum

di Nicola Canessa (Associazione PDA)
Il “Forum delle associazioni degli studenti, degli architetti e degli ingegneri”, organizzato dalla associazione PdA – Pensieri di Architettura, in collaborazione con “Architecture for Humanity – Italy”, “Ingegneria Senza Frontiere – Genova” e “Altrarchitettura”, si è tenuto durante il Festival dell’Architettura di Parma, ha riscosso un grande interesse per la scelta argomento “Architettura in condizioni di povertà”.
Nella mattinata si sono trattate le tematiche riguardanti l’architettura e lo sviluppo per i paesi del Terzo Mondo, con un occhio di riguardo alle questioni africane.
Sono stati presentati progetti per costruire scuole, case, chiese e campi da calcio, questi ultimi rivolti all’integrazione delle donne nella società. Tutti i partecipanti hanno ribadito l’importanza dell’utilizzo dei materiali e della manodopera locale, non solo per un risparmio finanziario, ma per poter insegnare un mestiere alle varie popolazioni, come ad esempio la produzione di mattoni in terra cruda e la loro messa in opera.
Alla richiesta di come gli studenti possano collaborare allo sviluppo di questi paesi, si è indicata prevalentemente la strada delle Missioni, questi organismi religiosi infatti organizzano campi di costruzione in molte località e sicuramente questa iniziativa può essere molto formativa per un architetto o un ingegnere che voglia lavorare in questo campo.
Nel pomeriggio si è discusso del problema della povertà diffusa a contatto con le nostre città. Il titolo stesso “dove abita il Quarto Mondo”, voleva essere provocatorio, infatti molto si è discusso su come sia sbagliato definire con questo temine le sacche di povertà all’interno della nostra società. Si è parlato di Rom, Gitani, Cinesi e di tutti quegli immigrati che giungono sul nostro territorio, ma un occhio di riguardo si è tenuto sui casi di povertà e degrado sociale nei grandi quartieri dimenticati: dal Corviale di Roma, alla Diga di Begato e al Biscione di Genova.
Si è discusso sull’importanza del recupero e di un eventuale riutilizzo di queste strutture, spesso fatiscenti, anche per non “abbandonare” gli abitanti. Queste tematiche hanno suscitato molto interesse e dato che nelle Facoltà se ne parla sempre poco, stiamo organizzando per l’inizio del prossimo anno un incontro/dibattito sulla periferia genovese dal titolo “Potenzialità e Sviluppo”. Speriamo fin d’ora che a questo appuntamento con studenti e cittadini, parteciperanno anche tutti gli enti e gli esponenti istituzionali che verranno invitati.

 

SETTEMBRE 2005

FESTIVAL DELL’ARCHITETTURA 19-25 Settembre 2005, Parma
Forum delle Associazioni degli Studenti, degli Architetti e degli Ingegneri.
22 Settembre 2005, Palazzo della Borsa, Parma
Organizzazione dell’evento.
Conferenza e dibattito sulle tematiche e i progetti di Architecture for Humanity – Relatore Canessa Roberto

 
Gallerie fotografiche